Nel decreto di nomina si legge: “il posto di Dirigente Comandante del Settore Polizia Locale e Protezione Civile, allo stato attuale, risulta vacante in quanto il dr. Dino Padovani è cessato dall’incarico per assunzione presso altra amministrazione (…) saranno previste nel redigendo PIAO (…) le procedure per la sostituzione del nuovo Dirigente Comandante con reclutamento a tempo indeterminato; (…) Visto il vigente Regolamento del Corpo di Polizia Locale (…) che prevede che il Vice Comandante svolge funzioni vicarie di direzione del Corpo in caso di assenza o impedimento del Comandante” decreta “di stabilire che, nelle more del perfezionamento delle procedure volte alla copertura del posto di Dirigente Comandante del Settore di Polizia Locale, le relative funzioni di responsabile del Settore Polizia Locale sono assegnate al Vice Comandante dott. Antonio Ciamberlano, conferendogli l’incarico ad interim in via provvisoria e temporanea e comunque sino al 30 settembre 2025”.
Ferita una cinquantenne che è stata trasportata in codice rosso all’ospedale “Santissima Trinità” di Sora
Si ribalta con la sua auto, una Fiat Cinquecento, e finisce in un fossato. Cinquantenne trasferita in codice rosso all’ospedale “Santissima Trinità” di Sora. Il sinistro si è verificato questa mattina nel territorio di Villa Latina, in via Gargaro. Sul posto sono intervenuti un’automedica della Campoli Appennino Soccorso, i vigili del fuoco e un’ambulanza. Il traffico ha subito rallentamenti.
Attentato all’alba di oggi al Caffè Minotti in via Marittima. Danneggiata una parte della vetrata di uno dei locali più frequentati e noti della parte bassa del capoluogo ciociaro. Il forte rumore ha svegliato i residenti della zona che hanno subito capito che qualcosa di grave era accaduto. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia, per tutti gli accertamenti del caso e per avviare subito le indagini, oltre ai vigili del fuoco. Sull’accaduto indagano gli agenti della squadra mobile. Sul posto anche la Scientifica. Molti i messaggi di vicinanza e solidarietà al gestore del Caffè Minotti che già anni fa è stato vittima di simili episodi.
Non hanno iscritto i figli a scuola e non li hanno vaccinati. Sono questi i motivi per i quali il tribunale per i minorenni di Roma ha sospeso la responsabilità genitoriale delle madri (imparentate tra di loro) e ha collocato una bambina, insieme alla madre, e un ragazzino in una casa famiglia. Il primo provvedimento, adottato dal giudice delegato, è stato confermato dallo stesso magistrato all’esito dell’udienza alla quale sono comparsi la madre della bambina, assistita dall’avvocato Salvatore Delle Femine, il curatore speciale, il tutore delegato del sindaco del paese di residenza della famiglia, nel circondario di Frosinone, i servizi sociali e la struttura che ora ospita minore e genitore. In più il giudice ha anche disposto una valutazione della personalità della madre e di monitorare la relazione madre-minore anche ai fini di una diversa collocazione della bambina.
Uno stesso provvedimento, da confermare in udienza, è stato adottato anche nei confronti del ragazzino, facente parte della stessa famiglia, e di sua madre. Anche in questo caso, dopo l’accertamento dei servizi sociali, il giudice delegato, sempre su richiesta del pm, ha adottato un decreto provvisoriamente esecutivo, di sospensione della responsabilità genitoriale della madre del ragazzino, collocando quest’ultimo in casa famiglia e prevedendo incontri protetti con la madre. L’udienza per confermare la decisione è stata fissata ad aprile.
Nel corso dell’udienza per il caso della bambina, il legale della madre ha rappresentato che la donna ha accettato il provvedimento del tribunale e si è trasferita con la figlia nella casa famiglia, ha manifestato la disponibilità a portare la minore a scuola e anche alla vaccinazione, se la mancanza di questa rischia di privarla della figlia. La storia è emersa in occasione della pratica per l’assegno di inclusione. A un certo punto i servizi sociali si sono accorti che, nel nucleo familiare, c’era una bambina mai iscritta a scuola e priva di vaccinazioni. Da qui è stato attivato il procedimento che ha portato alla collocazione di madre e figlia in una casa famiglia.
Nel corso dell’udienza per la conferma è stata ripercorsa la storia familiare di un nucleo sostanzialmente matriarcale, residente in una zona isolata, ma che gestisce un’avviata attività economica nella quale anche la madre della minore risulta impiegata. E, anzi a tal proposito, il legale delle donne, entrambe impegnate nell’attività di famiglia, paventa anche un danno economico e seri rischi per la prosecuzione della stessa. La difesa davanti al giudice ha contestato alcune risultanze degli accertamenti condotti a carico della donna. Ha quindi negato che le condizioni abitative fossero precarie, che la bambina non possedesse giocattoli, evidenziando che, dallo scorso anno, la minore sta frequentando una scuola online e che la madre aveva avviato il percorso dell’istruzione parentale che avrebbe permesso alla minore, dopo un esame, di superare il primo biennio delle elementari. Al tempo stesso il legale, contestando alcune circostanze rappresentate dai servizi sociali, ha preannunciato al giudice la volontà di presentare una querela contro i servizi sociali.
Quanto alle motivazioni che hanno spinto la genitrice a non vaccinare la figlia, il che finora le avrebbe impedito di iscriverla a scuola, l’avvocato Delle Femine ha spiegato al tribunale dei minorenni che la fobia è riconducibile a un tragico evento verificatosi in famiglia con la morte di un bambino che si era da poco vaccinato. Nelle more del procedimento erano stati presi contatti, con l’intermediazione del sindaco, con il dirigente scolastico del posto che si era detto disponibile ad accogliere a scuola la ragazzina. Tuttavia, queste argomentazioni non sono state considerate insuperabili dal giudice che ha confermato il provvedimento di sospensione della potestà genitoriale della madre e di nomina di un tutore provvisorio. Per il magistrato, infatti, «è risultato inequivocabilmente che la minore non era stata scolarizzata e vaccinata e vi sono fondati motivi di ritenere che la stessa vivesse in un contesto di isolamento sociale». Contro tale provvedimento è stato presentato reclamo. Intanto, anche per il ragazzo è stato adottato il collocamento in casa famiglia per gli stessi motivi, in attesa della conferma del provvedimento nel contraddittorio delle parti, previsto per i primi di aprile.
Questa mattina il sindaco Riccardo Mastrangeli, insieme al vice Antonio Scaccia, ha illustrato il progetto
Tre bus elettrici che collegheranno piazzale De Matthaeis con la stazione ferroviaria di Frosinone in dodici minuti massimo. Lunedì la giunta comunale ha approvato il percorso definitivo del Bus Rapid Transit. E questa mattina il sindaco Riccardo Mastrangeli, insieme al vice sindaco Antonio Scaccia, all’ingegnere della Leganet Claudio Troisi, al dirigente ai lavori pubblici Giuseppe Viscogliosi e al comandante della polizia locale Dino Padovani, ha presentato l’importante novità. Per quanto riguarda i tempi i lavori dovranno terminare entro il 2026. Durante la presentazione c’erano anche gli assessori Rossella Testa, Simona Geralico, Laura Vicano e i consiglieri Francesca Chiappini, Corrado Renzi e Marco Sordi.
Ma tornando al percorso. Partendo dalla rotatoria di De Matthaeis, che quindi sarà uno dei 4 capolinea del Brt, l’autobus entrerà in via Aldo Moro, poi devierà in via Landolfi, percorrerà via Adige, poi via Po e si ricongiungerà con l’ultimo tratto di via Aldo Moro. Poi andrà dritto lungo via Marittima fino all’incrocio con via Valle Fioretta (di fronte all’ex palazzo Ater), fino ad arrivare all’altezza dell’Agenzia delle Entrate. Poi entrerà in piazzale Pertini, via Licinio Refice e arriverà al capolinea che verrà realizzato di fianco alla chiesa della Sacra Famiglia (di fronte alla caserma dei carabinieri). Costeggiando quindi la stazione ferroviaria. Poi farà il percorso inverso con una differenza. Una volta arrivato in via Aldo Moro il Brt entrerà dove si trova l’ascensore inclinato per poi tornare in via Aldo Moro e continuare il percorso fino a raggiungere De Matthaeis. Tutto questo avverrà in un massimo di dodici minuti grazie soprattutto al percorso promiscuo che prevede in alcuni punti anche una corsia dedicata. Dunque senza entrare nel traffico cittadino.
Una riunione di maggioranza, ma anche confronti con gli altri gruppi. Per capire quale situazione si troverà davanti in aula consiliare il prossimo 2 aprile, quando è in programma la seduta sul bilancio di previsione. Il sindaco Riccardo Mastrangeli effettuerà un giro di consultazioni tra oggi e domani. Ha messo in conto fino a 10 voti contrari sul documento contabile: i 3 del Partito Democratico e 1 dei Socialisti. Quindi pure di 6 degli 8 “dissidenti” del centrodestra: i 3 di FutuRa (Giovambattista Martino, Teresa Petricca, Francesco Pallone) e Anselmo Pizzutelli, Maria Antonietta Mirabella (Lista Mastrangeli) e Giovanni Bortone (eletto nella Lega). Complicato che possano aprirsi degli spazi sul piano politico e amministrativo.
Dicevamo della riunione di maggioranza. Il primo cittadino fa riferimento all’attuale coalizione che lo sostiene. Così composta: 5 consiglieri di Fratelli d’Italia, 3 della Lista Ottaviani, 3 della Lista per Frosinone, 1 della Lega, 1 della Lista Vicano, 1 della Lista Marini, 1 del Polo Civico. Più Christian Alviani (Gruppo Misto dopo essere uscito dalla Lista Ottaviani) e lo stesso Mastrangeli. Sulla carta 17 voti su 33. Sulla carta perché bisognerà capire come decideranno di votare il presidente del consiglio comunale Massimiliano Tagliaferri (Lista Ottaviani) e Christian Alviani. L’ipotesi dell’astensione c’è in entrambi i casi. Per quanto riguarda la Lista Marzi (4 consiglieri), probabile che Riccardo Mastrangeli la incontrerà separatamente. La civica che fa riferimento a Domenico Marzi sicuramente manterrà il numero legale in aula (la seduta è fissata in prima convocazione).
Erano finiti in aula dopo la morte di Bruno D’Alessandro, l’operaio di 50 anni residente a Sant’Angelo in Theodice, morto dopo un incidente sul lavoro registrato nella cartiera Wepa di Cassino nel novembre del 2010. Per quel tragico infortunio finirono sotto processo per omicidio colposo in sette: l’amministratore delegato del gruppo, il direttore generale, il direttore di stabilimento, il responsabile della sicurezza e due responsabili dei turni, oltre al legale rappresentante della casa produttrice del macchinario. Quest’ultimo scelse di procedere con un abbreviato, facendo stralciare la propria posizione. Nelle scorse ore i sei imputati, che hanno affrontato un lungo e complesso dibattimento, sono stati tutti assolti con formula piena.
L’infortunio mortale si era verificato all’interno della cartiera Wepa, dove l’operaio lavorava da oltre vent’anni. Secondo le prime ipotesi avanzate dagli inquirenti, l’uomo si sarebbe introdotto in una delle colonnine protette per provare a sbloccare l’elevatore: pochi istanti e l’imponderabile. Inutile ogni tentativo di soccorso da parte dei colleghi e dei medici del 118, giunti subito sul posto.
Un lungo e complesso dibattimento, quello che si è aperto davanti al tribunale di Cassino, che ha accertato che «il fatto non sussiste», riconoscendo l’assoluta estraneità degli imputati rispetto al tragico evento «conseguente – spiegano le difese degli imputati – a un comportamento dell’infortunato». «La sentenza restituisce dignità e serenità a quanti, per anni, hanno atteso il riconoscimento della propria innocenza e la piena riabilitazione della propria condotta, sempre ispirata al rispetto delle norme di sicurezza e alla tutela dell’integrità dei lavoratori» hanno continuato. Tutti gli imputati sono stati difesi dagli avvocati Giorgio Perroni, Alberto Bòrrea e Bruno Andò.
Un lungo e complesso dibattimento, quello che si è aperto davanti al tribunale di Cassino, che ha accertato che «il fatto non sussiste», riconoscendo l’assoluta estraneità degli imputati rispetto al tragico evento «conseguente – spiegano le difese degli imputati – a un comportamento dell’infortunato». «La sentenza restituisce dignità e serenità a quanti, per anni, hanno atteso il riconoscimento della propria innocenza e la piena riabilitazione della propria condotta, sempre ispirata al rispetto delle norme di sicurezza e alla tutela dell’integrità dei lavoratori» hanno continuato. Tutti gli imputati sono stati difesi dagli avvocati Giorgio Perroni, Alberto Bòrrea e Bruno Andò.
L’uomo ha lasciato il cellulare nella sua abitazione e poi ha fatto perdere le sue tracce. In corso le ricerche
Da ieri sera non si hanno più notizie di Enrico Botticelli, 53 anni, residente in via San Manno, tra Sant’Emidio e Mole Bisleti. L’uomo ha lasciato il cellulare nella sua abitazione e poi ha fatto perdere le sue tracce. Da quasi 24 ore, le forze dell’ordine stanno effettuando le dovute ricerche e la moglie dell’uomo ha lanciato un appello con la speranza di un ritrovamento. L’uomo si è allontanato con una Renault Twingo di colore bianco, con targa EC506RA. Per eventuali segnalazioni è possibile contattare la signora Roberta Mariani al numero 339.2350842.
La Juventus è vicina ad una completa rivoluzione. Dopo il cambio di allenatore nel finale di stagione, a fine campionato potrebbero esserci altri colpi di scena, come l’addio a Cristiano Giuntoli. Il dirigente bianconero è a forte rischio, soprattutto se la Vecchia Signora non dovesse centrare la qualificazione alla prossima Champions League.
La Serie BKT arriva nei bar, ristoranti e hotel abbonati a Sky Business. Una nuova opportunità per arricchire la propria proposta e coinvolgere ancora di più i clienti: fino a questo momento, la pay tv offriva la Serie A, tutte le coppe europee, la Premier League e la Bundesliga, con altri sport quali tennis, Formula 1 e Moto GP. A partire da venerdì 28 marzo, verranno trasmesse quattro partite a turno di Serie B e tutti i potenziali playoff e playout, oltre agli highlights. Queste le prime partite in programma: